I libri di Collirio

L’ombrello di Steed e tutti gli altri racconti

cover-ombrello L’Ombrello di Steed e tutti gli altri racconti è una “collezione”, come la definisce lo stesso autore, che riunisce tutto ciò che Piersandro Pallavicini ha pubblicato in riviste o volumi di vario tipo tra il 1997 e il 2011. Il titolo fa riferimento a quello che l’autore considera il suo primo racconto “adulto” mai pubblicato, L’ombrello di Steed, che apre questa raccolta. “Tutti gli altri racconti”, con cui il titolo continua, è in realtà una piccola bugia: qualcos’altro è stato pubblicato prima e dopo il periodo 1997-2011 (nel “prima” sono compresi tutti i raccontini umoristici scritti per Totem Comics e qualche rivista; nel “dopo” i racconti disponibili in e-book nella collana Zoom Feltrinelli).

Due.Città

cover-due-citta I due racconti raccolti in questo libro quasi bicefalo, rispondono a progetti di libri naufragati nella tempesta del tempo e della prepotenza di altri compiti imposti (o auto-imposti). Ognuno di essi è quindi il resto d’un proprio naufragio, un pecio si direbbe in spagnolo, un pezzo ramingo di un disegno mai compiuto. Due città, Trieste e Venezia, le cui anime sono evocate in questi due scritti che, dalla solitudine del loro naufragio, si sono ritrovati e riscontrati, sono entrati in tensione opponendosi e completandosi vicendevolmente. Il primo racconto, Una leggera differenza d’espressione, è già stato pubblicato nel 2003 in Raccontare Trieste una raccolta fuori commercio di vari autori. Il secondo, L’altra strada, è invece del tutto inedito.

Malthus

cover-malthus Le incontenibili avventure di una banda di picari, in un romanzo surreale, opera d’esordio di Diogo Mainardi (autore del recente, magnifico La caduta, romanzo pubblicato da Einaudi nel 2013), che moltiplica all’infinito la possibilità di comprimere il mondo in uno sberleffo. Loyola y Loyola, il protagonista di Malthus, è la reincarnazione post-moderna del personaggio modernista per eccellenza della letteratura brasiliana, quel Macunaíma frutto dell’esaltante stagione del Modernismo, movimento culturale nato a São Paulo (città natale di Mainardi, che vive a Venezia) nel 1922. Se Macunaíma è la sintesi razziale bianca-nera-índia, afro-euro-americana, del Brasile moderno e tropicale, dei suoi peggiori difetti etnici e biologici, Loyola y Loyola raggiunge la pienezza della propria brasilianità culturale proprio sublimando quei difetti, mutandoli in ineffabili virtù, e lasciando ad altri se stessi il proprio contrario: costoro – chi sono costoro? – sublimano quelle virtù mutandole in disarmanti difetti.