Un romanzo uno e trino, o semplicemente doppio, che torna a rivivere in formato digitale: la nuova scommessa di Lello Voce, tra i massimi poeti orali della nostra penisola. Ma quindi che ci fa un poeta con un romanzo digitale in mano?… Gliel’abbiamo chiesto.

a cura di Nicolas Cunial

È il 1999 quando Lello Voce, poeta, giornalista, performer, ex Gruppo ’93, pubblica Eroina (Transeuropa). Non si tratta di uno dei suoi libri-cd di poesia, bensì di un romanzo. Nel 2002 segue Cucarachas, scritto interamente in diretta streaming su RaiSatZoom (No Reply, qui il testo completo in Rtf, copyleft).

Poi il 2014 è l’anno del “secondo avvento” de Il Cristo Elettrico, inizialmente edito da DeriveApprodi nel 2007, ora riproposto in formato digitale in una nuova veste editoriale. Un romanzo “uno e trino”, perché terza prova in prosa che in realtà si presenta come una sorta di intreccio delle precedenti, nonché il suo unico, ultimo e definitivo (?) romanzo. La nuova strana sfida del pioniere del Poetry Slam in Italia, artista della spoken music di levatura mondiale, fondatore della rivista Baldus e del World Poetry Movement.

Insomma, tutte buone ragioni per farci spiegare dirattamente da Lello Voce, napoletano di nascita ma trevigiano d’adozione, un paio di cosette.

 

Come mai una nuova edizione de Il Cristo elettrico e soprattutto perché hai scelto l’ebook come formato, quale supporto?
Per quanto riguarda il Cristo Elettrico in sé (che riunisce due testi usciti separatamente, Eroina e Cucarachas), è stata un’occasione che mi è stata data da Roberto Ferrucci e Tiziano Scarpa che per la casa editrice veneta Terra Ferma curano una nuova collana di ebook che si chiama Collirio e che ha lo scopo di proporre al pubblico alcuni testi a loro avviso interessanti ma che non sono più reperibili in edizione cartacea. Questo mi ha dato l’occasione di lavorare nuovamente sull’intreccio dei capitoli. Qualcosa infatti era stato lasciato in sospeso.

L’ebook invece è perché credo sia la prossima frontiera. Quello che sta per svanire non è lo scritto in sé, ma la forma libro per come la conosciamo. Del resto la scrittura ha abitato vari supporti nel tempo: dalla pietra al legno, dall’argilla alla carta-pecora… Per cui io credo che sia arrivato il momento di confrontarsi anche con questo tipo di diffusione di un testo. Tra l’altro devo dire che sono rimasto molto contento, perché Terra Ferma è un editore che pone la stessa cura di un libro in un ebook che ha ovviamente delle caratteristiche fisiche diverse. Per cui i loro ebook risultano davvero molto raffinati ed è perciò strabiliante, dal punto di vista della tecnologia, la potenzialità di sostituzione nei confronti del supporto classico.

Questa nuova edizione presenta un nuovo intreccio, una nuova composizione della storia a livello temporale. Come mai questa scelta?
Mi sono accorto che qualcosa non andava. Ho compreso poi che il romanzo doveva necessariamente cominciare con l’ultima lettera di Enrico dallo scoglio-galera alla madre. Perché tutti i personaggi di questo testo devono essere morti nel momento in cui il lettore, tramite Eroina, comincia a conoscerli. Questo perché il circolo temporale di Eroina, che va in progressione, al contrario di Cucarachas che invece regredisce, collaborano per presentare un circolo che deve necessariamente chiudersi dall’inizio, perché tutto è già accaduto. Sarà perché ho questa ossessione pirandelliana che la vita non conclude, non c’è un finale. Come dico io: la vita non va a finire. In una storia che raccontiamo stiamo in realtà celando milioni di altre storie. La vita non è un intrecciarsi di eventi accuratamente programmati, ma un caos di azioni incontrollate e incontrollabili che ci spingono in direzione a volte anche contraria rispetto alle nostre intenzioni.

Un romanzo quindi è per forza e sempre finzione, omissione e soprattutto è selezione di cosa raccontare, perché non ha la capacità di contenere l’infinito numero di variabili che sono in gioco nella vita. Quello che narriamo è una sorta di maschera, di sipario che cela ciò che stiamo tacendo, perché non riteniamo necessario dirlo. Insomma è una menzogna. La vita è così, non può essere davvero messa in carta. Mi ricordo un’intervista ad Andrea [Zanzotto, ndr] durante la quale l’intervistatore, in occasione dell’uscita dell’Oscar [Andrea Zanzotto, Tutte le poesie, Oscar Mondadori, ndr], gli chiese: «Maestro, ma lei cosa ha capito, ora che è anziano, lei che ha scritto tanto, della vita?» e Andrea lo guardò come per dire ma questo è mona e rispose: «Ma io ovviamente non c’ho capito nulla».

Lello Voce

 

Per leggere l’intervista completa vi invitiamo a visitare il blog:

http://www.conaltrimezzi.com/la-seconda-venuta-del-cristo-elettrico/

Lello Voce-Il Cristo elettrico

Il Cristo elettrico secondo i Wu Ming e Aldo Nove su Nazione Indiana.

 

 

Lello Voce, Il Cristo elettrico, Terra Ferma Edizioni, 2014, 479,0 KB, 224 pg (edizione cartacea), €2,99.