Le incontenibili avventure di una banda di picari, in un romanzo surreale, opera d’esordio di Diogo Mainardi (autore del recente, magnifico La caduta, romanzo pubblicato da Einaudi nel 2013), che moltiplica all’infinito la possibilità di comprimere il mondo in uno sberleffo.Loyola y Loyola, il protagonista di Malthus, è la reincarnazione post-moderna del personaggio modernista per eccellenza della letteratura brasiliana, quel Macunaíma frutto dell’esaltante stagione del Modernismo, movimento culturale nato a São Paulo (città natale di Mainardi, che vive a Venezia) nel 1922. Se Macunaíma è la sintesi razziale bianca-nera-índia, afro-euro-americana, del Brasile moderno e tropicale, dei suoi peggiori difetti etnici e biologici, Loyola y Loyola raggiunge la pienezza della propria brasilianità culturale proprio sublimando quei difetti, mutandoli in ineffabili virtù, e lasciando ad altri se stessi il proprio contrario: costoro – chi sono costoro? – sublimano quelle virtù mutandole in disarmanti difetti.